Scheda libro. Cos’è e a cosa serve

La scheda è una cartella di testo in formato elettronico contenente le informazioni bibliografiche su un dato libro e una sintesi dei suoi contenuti, costruita secondo una precisa struttura. In questo post vedremo come realizzarne una, con particolare riferimento alla schedatura di un saggio.

Capita spesso, nel corso e ai fini dello studio o del lavoro, di leggere una gran quantità di libri in un lasso di tempo più o meno lungo. Lo richiedono, per esempio, la stesura di testi basati su una vasta e aggiornata informazione come tesi di laurea, monografie, relazioni; la preparazione di una conferenza o di un esame; o la partecipazione a una giuria di lettori per un premio letterario. Nel campo editoriale, la scheda è un veicolo d’informazione per distributori e librai. In qualche occasione si sostituisce perfino alla lettura diretta di un testo, resa difficoltosa dalla mancanza di tempo.

La scheda è un potente e versatile strumento di lavoro per studenti, ricercatori, giornalisti, blogger e scrittori. Potente perché, favorendo una modalità di lettura attiva e finalizzata a filtrare e selezionare le informazioni, offre un ausilio mnemonico al lettore. E versatile perché dopo il primo utilizzo, può tornarci utile in altre occasioni consentendoci significative economie di tempo. Le schede possono essere facilmente aggiornate, riscritte, confrontate, incrociate, integrate da altre letture, anche a distanza di tempo. Possono costituire lo spunto o l’ispirazione per scrivere nuovi libri e tenere nuove conferenze. Si tratta di “frammenti” che potranno rientrare in composizioni più elaborate.

Smontare il testo e ricomporlo

Le dimensioni della scheda non dovrebbero superare una o due cartelle. Il file relativo, per far sì che poi venga trovato facilmente, sarà denominato con il nome dell’autore, seguito dal titolo. Nella parte alta della pagina inseriremo le informazioni bibliografiche (autore, titolo, editore, luogo e anno di edizione, numero di pagine), che fungeranno da intestazione della scheda. A questo punto occorrerà mettere mano al corpo vero e proprio. Certo, non è semplice sintetizzare un libro in poche frasi. Ma uno schema preordinato può essere d’aiuto.

Si tratta di “smontare” il testo dello scrittore e individuarne i nodi fondamentali. Un saggio ruota intorno a un problema, rispetto al quale propone una tesi o produce i risultati di una scoperta. All’esposizione della tesi l’autore premette, secondo un’inveterata tradizione accademica, una succinta trattazione sullo status quaestionis. Espone cioè i punti centrali o ricorrenti di un dibattito, ciò che gli altri hanno scritto prima di lui su quello stesso argomento. La scheda può rispondere alle domande: 1) qual è il quesito centrale della ricerca? 2) Quali sono i contributi di originalità rispetto alla letteratura esistente? 3) Qual è la metodologia adottata? e 4) Quali le fonti utilizzate e quali limiti o problemi pongono all’autore?

La scheda, infine, deve contenere accenni all’articolazione del libro e alla struttura dell’argomentazione principale con cui l’autore sostiene la sua tesi. La schedatura di un romanzo, invece, procederà da domande relative per esempio al punto di vista, alla fabula e all’intreccio, agli schemi base, ecc. Ovviamente le indicazioni non vanno interpretate in maniera rigida. Ogni lettore può scegliere l’ordine e la struttura da dare alla scheda, purché poi vi si attenga anche in futuro.

Leggere per schedare

Per redigere una scheda, è necessaria un’attenta lettura del libro. Preferibilmente, in due tempi. Nella prima lettura, si porrà attenzione alla struttura del volume. Nella seconda, più selettiva, ci si focalizzerà sui punti utili per la scheda. Questo approccio, oltre a favorire l’elaborazione di “chiavi” e schemi, aiuterà a ricordare le informazioni che vogliamo fissare nella mente. Mentre il lavoro di stesura della scheda potenzierà la nostra capacità di sintesi, l’ordine mentale e la chiarezza delle idee.

Questo metodo di lavoro si presta a innumerevoli vantaggi. Nel caso di libri presi in prestito da una biblioteca, le schede sono indispensabili poiché si sostituiscono in tutto e per tutto a quei testi, che prima o poi dovranno essere restituiti. Le schede permettono di fondere agevolmente diverse fonti. Danno la possibilità di ordinare diversamente scalette e argomenti, cambiarne la disposizione, renderla più mobile. Se si lavora in gruppi, le schede – redatte con criteri comuni – permettono di maneggiare materiali omogenei e di scambiarsi rapidamente le informazioni. Dunque, non resta che mettersi all’opera!

Come fare la scheda di un libro
Tag: