Alcune aziende mostrano atteggiamenti contrastanti nei confronti dei comunicati stampa. Da una lato, c’è l’imprenditore che si presenta con aspettative molto elevate. In vista di un evento aziendale organizzato in pompa magna ma la cui rilevanza è circoscritta all’ambito locale, immagina di finire in prima pagina su un quotidiano nazionale. Dall’altro, c’è l’azienda che non nutre alcuna aspettativa verso i comunicati. Ritiene di non avere notizie appetibili da dare alla stampa e di conseguenza non ha né un ufficio stampa interno né un’agenzia esterna che si occupi di redigere e diffondere comunicati per suo conto. Si tratta di due atteggiamenti opposti, ma entrambi errati che nascono dalla limitata conoscenza del mondo dell’informazione. Vediamo perché.

Nel primo caso, chi organizza un evento esprime un punto di vista che non coincide con quello dei giornalisti. Il primo valuta l’importanza soggettiva dell’evento, lo sforzo organizzativo, l’impegno economico, le aspettative di successo e il ritorno d’immagine. Gli operatori dell’informazione analizzano il contenuto in sé della notizia e vagliano più fattori. Che vanno dalla rilevanza geografica alla consonanza con le tendenze del momento, dalla sua novità e originalità rispetto ad altri eventi più o meno simili, fino al potenziale interesse dell’opinione pubblica e dei lettori. Il giornalista o blogger, insomma, ha una scala di riferimento diversa e dei parametri professionali. Ai suoi occhi una notizia, rilevantissima per l’azienda che l’ha diffusa, può apparire priva dei requisiti necessari alla pubblicazione. È questo il motivo per cui la mostra di un artista esordiente per quanto bravo, molto probabilmente, non sarà recensita sulle pagine culturali di una rivista o di un quotidiano nazionale. Tutt’al più – ed è già tanto – guadagnerà una breve sulle pagine interne dei quotidiani locali dedicate agli eventi. Funziona come con la politica. Se sei già noto, prendi tanti voti. Se sei un perfetto sconosciuto, resti tale. Apparentemente, un circolo vizioso.

Alla luce di quanto detto, la posizione di chi ritiene inutile e superfluo dotarsi di un ufficio stampa potrebbe sembrare più pragmatica e realista. In verità, trascura alcune peculiarità del mondo dell’informazione. Come avviene nei supermercati, sugli scaffali si trovano i prodotti più pubblicizzati e più richiesti, perché in forza della loro notorietà generano grossi volumi di guadagni. Eppure ci sono – sempre più frequenti – negozi specializzati, che si rivolgono a nicchie di consumatori, dove i marchi presenti nella grande distribuzione sono messi al bando mentre vi si possono comprare prodotti locali e artigianali, meno pubblicizzati ma più genuini. E apprezzati da una specifica fascia di consumatori. Perché dovremmo pensare che con le notizie sia diverso? Il mondo dei media è sempre più parcellizzato in una miriade di testate cartacee e online specializzate che si rivolgono a nicchie di pubblico con interessi sempre più specifici. La bravura di un ufficio stampa sta nell’individuare i media specifici per il tipo di comunicato che si intende veicolare. Facciamo un esempio. Il comunicato relativo al traguardo (un premio, un anniversario, ecc.) raggiunto da una piccola azienda, non rivestirà alcun interesse per il giornalista del quotidiano locale. Anzi, vi vedrà una forma smaccata di pubblicità. E lo cestinerà inesorabilmente. Ma un magazine online come voxfabrica.it, che dà voce ai piccoli e medi imprenditori, potrebbe pubblicarlo addirittura in evidenza sulle proprie pagine. È un esempio tra i tanti ed è ovvio che ogni settore merceologico fa storia a sé. Ma il principio generale resta sempre valido. Ecco perché anche le piccole e medie aziende e le start-up dovrebbero dotarsi di uffici stampa.

E veniamo ora al circolo vizioso. La notorietà e la reputazione sui media si costruisce passo dopo passo, mattone dopo mattone. È un lento processo di accumulazione. Esige tempo e costanza. I primi passi sono i più faticosi e incerti. Ma alla lunga la costanza potrà essere premiata. La presenza su testate di nicchia e su magazine online è fondamentale per spezzare il circolo vizioso di cui si diceva prima e approdare sulle pagine dei media nazionali. Perché una piccola notorietà è una base necessaria per crearne una più ampia. Poi, però, se l’ufficio stampa è composto da bravi professionisti, i miracoli possono sempre accadere: http://bit.ly/2o1G8Aj .

 

Comunicati stampa, per pochi o per tutti?